È un viaggio lampo nel tempo, che ricostruisce la genealogia del sapere occidentale: dalle pitture rupestri alle scritture ideografiche, fino alla trascrizione alfabetica della voce; dalla filosofia e dalla matematica greche alla scienza moderna, fino ai riduzionismi contemporanei del corpo a macchina biologica e del pensiero a rete neurale e computabile.
Il filo conduttore: ogni forma del sapere non rivela la realtà, ma la configura — da qui l'esigenza di unire sguardi disciplinari, distinti eppure reciprocamente necessari. Il conoscere va inteso, praticato e insegnato come consapevole cammino nell'ignoto: performativo e riflessivo, relazionale e trasformativo.