Insegnare a conoscere e inventare. I percorsi immersivi e transdisciplinari di SOPHIA NOVA, oltre la presunta intelligenza artificiale

Ricomporre l’unità del sapere, per recuperare la consapevolezza storica e valorizzare le potenzialità riflessive, relazionali e creative, propriamente umane, nell’era dell’intelligenza artificiale. Sono questi alcuni dei temi al centro dell’intervista a Francesco Chillemi, Presidente di SOPHIA NOVA, ospite di 7Gold TelePadova.

Nel corso della conversazione, Chillemi illustra la visione che guida il progetto: mettere in relazione filosofia, arte, matematica e scienze, discipline distinte ma interconnesse, per superare la frammentazione del sapere e favorire una comprensione più ampia della realtà. Ogni disciplina, attraverso i propri linguaggi e metodi, offre infatti uno sguardo specifico sul mondo, che può essere arricchito dal confronto con le altre.

Ampio spazio è dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e pensiero umano. L’intelligenza artificiale può elaborare enormi quantità di dati e svolgere compiti specifici con grande efficacia, ma non è che una tecnologia avanzata di calcolo e manipolazione di segni, elaborati dai sistemi operativi mediante sequenze di codice binario. Il suo utilizzo richiede consapevolezza delle potenzialità e dei limiti intrinseci (l’AI, anche quella generativa, è stata resa possibile dal lavoro di Gödel e Turing, che — proprio nel dimostrare l’impossibilità del progetto hilbertiano di formalizzare pienamente la matematica — hanno posto le basi della codifica informatica).

La sfida educativa è allora evitare che la delega agli strumenti tecnologici impoverisca le peculiarità del nostro vivere intelligente: la riflessione, che stimola la capacità di interrogarsi oltre le presunte certezze, la relazione tra le persone oltre le miopie dell’ego, l’intuizione oltre la riduzione all’apprendimento istruttivo di informazioni, e l’invenzione — la linfa vitale per lo sviluppo perpetuo della conoscenza.

È in questa prospettiva che SOPHIA NOVA sviluppa proposte laboratoriali rivolte anzitutto alle scuole secondarie di secondo grado, in collaborazione con i docenti. L’obiettivo è fare della conoscenza un’esperienza immersiva e transdisciplinare, e coinvolgere gli studenti nella ricostruzione dello sviluppo delle idee centrali della nostra cultura nella realizzazione di progetti che combinano pensiero critico e attività creativa.

Tra le esperienze di SOPHIA NOVA, presentate nell’intervista, figura anche il poema audiovisivo L’ENIGMA UMANO: IL SAPERE E LA SUA OMBRA. Quest’opera artistica funge sia da materiale didattico distintivo sia da modello di realizzazione laboratoriale collaborativa, nel suo armonizzare pensiero critico e trasversale, competenze pratiche e strumenti tecnologici. Il poema audiovisivo, infatti, ripercorre con massimo rigore teoretico alcune tappe dell’evoluzione del pensiero umano, ma lo fa attraverso una narrazione sapienziale, un registro testuale poetico e la visionarietà di immagini evocative, realizzate con l’apporto dell’AI.

Il filo conduttore è una visione dell’educazione che rimetta al centro l’interrelazione tra persone e discipline. Non basta soltanto una scuola che istruisce e consente di acquisire informazioni; serve una scuola che insegni a comprendere il passato, leggere il presente e pensare il futuro, per far crescere giovani in grado di dominare i linguaggi e gli strumenti oggi preminenti, elaborare nuove interpretazioni del mondo e inventare così soluzioni inedite per il futuro che abiteranno.

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